Lettere dal Risorgimento – 14

Ad una settimana dalla sconfitta dell’esercito sabaudo a Novara, Clarina Mosconi si trova bloccata a Cremona dove era in visita dalla consuocera Amalia Albertoni. Le alterne notizie che arrivavano dai campi di battaglia hanno sconvolto molti italiani. La contessa Clarina mette il dito nella piaga sull’inconsistenza del comando dell’armata piemontese e sintetizza in una riga la situazione : «…questo stato crudele di speranze deluse e di guai reali.»

Lettera di Clarina Mosconi al figlio Giacomo a Verona

Cremona, 31 marzo 1849

Mio caro figlio,

Così è, mio caro Giacomo, conviene chinar la fronte ai divini decreti e sottomettersi alla volontà di Dio che ci vuole oppressi e umiliati!

Io lessi stamane la Gazzetta di Parma in cui si legge il rapporto del ministro Rattazzi1. Dai bollettini dell’armata è chiara ed evidente la perdita dell’armata Sarda e Lombarda. Si sono battuti da eroi, ma non avevano generali e contro l’armata austriaca di minor numero, ma ben comandata, non hanno potuto resistere.

Il Re non ha punto tradito, si è esposto continuamente, avea deciso di morire e sulle mura di Novara Durando2 l’ha strascinato a viva forza. Egli ha abdicato malgrado le preghiere di tutti e la notte dal 24 al 25 partì con due soli domestici, lasciando il trono al figlio. Il resto l’avrete poi veduto dal Bollettino e dalle Gazzette.

E’ incredibile la quantità di false notizie qui giunte e stampate e manoscritte, per cui un dì si era in festa e l’altro nell’avvilimento. Questa è una tale crudeltà che ha lacerati tutti i cuori. Mio Dio, quanto si soffre!

La contessa non ha ancora nuove di Carlino3 ed oggi spedisce un espresso in cerca di lui. Io spero che sia sano e salvo, perché le cattive notizie volano purtroppo e non ne giunsero. Ma intanto siamo qui in continua angustia.

Io poi penso a Venezia e veggo l’impossibilità che possa resistere senza la squadra Sarda e senza soccorsi pecuniari4.

Mio Dio, che finisse una buona volta questo stato crudele di speranze deluse e di guai reali!

Chissà cosa nascerà in Torino e Genova……

AMS n° 655

Nella battaglia di Novara perse la vita anche un cittadino veronese: Augusto Menegatti il quale viene citato in altra lettera dell’epistolario.

Note

  1. Urbano Rattazzi (1808-1873), ministro del governo piemontese. ↩︎
  2. La battaglia di Novara (23 marzo 1849) si concluse con la vittoria delle forze Austriache di Radetzky. Giovanni Durando (1801-1869), fu un generale piemontese. ↩︎
  3. Amalia Albertoni, suocera di Giacomo Mosconi; Carlino Albertoni (1824-1896), arruolato come ufficiale dagli Austriaci, poi entrò nella cavalleria del Piemonte e fu aiutante di campo del generale Domenico Cucchiari; vedi Matteo Turconi Sormani, Le grandi famiglie di Milano, Milano, Newton-Compton, 2015, p. 17. ↩︎
  4. Vi fu una raccolta di fondi a Genova. Nell’occasione il poeta Arnaldo Fusinato recitò alcune poesie. ↩︎

Scansioni originali

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