Lettere dal Risorgimento – 19

Eccoci a una nuova lettera tratta dal prezioso libro, a cura di Franco Corsini e Corrado Viola, edito con la collaborazione del Comune di Castelnuovo del Garda, che raccoglie l’interessante corrispondenza custodita nell’archivio di Villa Mosconi-Negri e reso accessibile grazie alla disponibilità di Maria Vittoria Negri.

Stavolta vi proponiamo la lettera della contessa Clarina Mosconi alla nuora Cristina Albertoni, a Sandrà.

Scritta da Verona nell’agosto del 1849, pochi mesi dopo la sconfitta di Novara, racconta il colera che flagella la città e i carriaggi che di notte girano a seppellire i morti, insieme alle notizie che arrivano sulla pace con la Sardegna e su Venezia ancora assediata.

Buona lettura!

Trascrizione

Alcuni mesi dopo la battaglia di Novara (23-3-1849) gli effetti cosidetti “secondari” sono pesantissimi nella nostra Verona e per Venezia che resiste si continua a tremare.

Lettera di Clarina Mosconi alla nuora Cristina Albertoni (in Sandrà)

Verona 2 agosto 1849

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Rigo 14 Del cholera non posso assolutamente dire che non ve ne sia più, ma i casi sono tanto pochi ed anche più leggeri per cui si deve sperar che Dio vorrà liberarci affatto da quel flagello. Fra i militari poi non so dirvi nulla; so bene che vi sono tanti ammalati che fanno pietà. Dicono che siano in tutti 22 m(mila). In Verona ve ne sono più di quattro mille certo, e la notte i carriaggi girano a seppellir i morti. Povera umanità. A Padova era affisso ai muri la pace fatta colla Sardegna ed anche i patti e sono 75 milioni, i confini uguali alli antichi e la concessione dell’amnistia ai Lombardi. V’ha chi asserisce esservi il patto di Lega offensiva e difensiva tra l’Austria e il Piemonte cosicchè si potrebbe vedere Albini un difensore di Venezia, divenir offensore. Tutto è possibile in questi bei giorni; però qui non si parla né punto né poco di questa pace e nemmeno il foglio di Verona ne fa molto. Una lettera giunta non so se da Venezia o da Trieste dice che la flotta Veneta stava per mettersi in mare con vari legni e che si proponeva di andar sulle coste di Romagna, io credo a soccorrer Garibaldi che s’avviava a Rimini. Nella stessa lettera vi è che gli Inglesi collo stemma Ionio portò viveri a Venezia e questa lettera sono assicurata dal Don Mosconi esser tale da dovervi prestar credenza. Tutta l’armata comandata da Hainau si porta ad assister il Bano che è quasi sulla Sava, e Pokorny scrive che vanno in un paese dove manca perfino l’acqua. ……………

Archivio Mosconi – Negri n°713 Esposta alla mostra 2015 F.C.

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