Un po’ alla volta il paese si ripopola e riprendono le attività solite, ma la guerra è sempre portatrice di carestia dei generi di prima necessità. La gente bussa alla porta del castaldo alla villa. E passata una settimana i nostri paesi sono invasi dall’esercito piemontese diretto verso Pastrengo, dove si verificherà celebre carica che porterà alla vittoria dei sabaudi
Lettera del castaldo Michelangelo Turazzini al conte Giacomo Mosconi (in Verona)
Sandra’, 22 aprile 1848 ore pom. 3
Nobilissimo Signore,
In questo momento Bondioli mi ha consegnata la gentilissima di lei in data di ieri, con un sacchetto di semente, la quale disporrò subito, essendo questa più indietro della nostra, da quest’ultima conto che avremo i bachi pressappoco alla Domenica in Albis1.
Tutti i lavorenti si sono ripatriati sino da jeri e gran parte anche del paese. Dei nostri mancano Molinari, Hector Polonio e Baldassar ai quali feci sapere, oltrepassando la metà della ventura settimana senza essersi restituiti in pace, non faranno con noi altra soceda2, di più le si farà del Padrone.
I Minotti hanno bisogno di polenta, i Molesini di un sacco, come devo contenermi, generi requisizioni: 229 pesi legna secca, due sacchi sorgo, mezzo brento vino3.
Per soccorrere tanti bisognosi che ogni momento si affacciano avrò consumato un sacco di sorgo.
Nel tempo che alloggiavano i militari ho venduto 8 brenti e mezzo vino scadente in ragione di due talleri al brento e due brenti senza pagamento.
Ieri sera è ritornato l’arciprete4, Curato e la Teresina ai quali ieri [ho fatto]un presente di due mazzi asparasi. Due volte li ho mandati ai Palazzieri come5 hanno dei brucoli6. La Margherita va tutt’ora tormentando7.
Mando quattro mazzi asparasi, le due bottiglie olio richiestomi e me ne rallegro nel sentirvi tutti sani, così pure di noi.
Riverisco a nome di tutti, un bacio a Guelmo8 e lei mi creda per suo umilissimo servo
M.Turazzini
P.S. I lavorenti nel finile non hanno sofferto
Note
- La prima domenica dopo Pasqua, 30 aprile nel 1848. ↩︎
- Contratto di allevatori che permetteva di aver più potere nel contrattare il prezzo dei prodotti (in questo caso le galette del baco da seta) da vendere. ↩︎
- 1 peso = 0,83 Kg; 1 brento di vino = litri 68,68. ↩︎
- L’arciprete del tempo fu don Giuseppe Maria Castellani e il curato don G. Battista Lucchini. Nelle pievi rurali, come era Sant’Andrea di Sandrà, il titolo di arciprete spettava al rettore della chiesa matrice e il rapporto con i preti delle chiese filiali era regolato da consuetudini che risalivano alle origini della diffusione del Vangelo nelle campagne. ↩︎
- Siccome. ↩︎
- Bruchi, vermicelli. ↩︎
- E’ piena di dolori. ↩︎
- Guglielmo, figlio di Giacomo, di tre anni. ↩︎
AMS n°1781