Lettere dal Risorgimento – 8

Vi proponiamo l’ottava lettera tratta dal libro a cura di Franco Corsini e Corrado Viola edito, che raccoglie l’interessante corrispondenza custodita nell’archivio di Villa Mosconi-Negri.

Stavolta vi presentiamo una nuova lettera del gastaldo Michelangelo Turazzini al conte Giacomo Mosconi in Verona. Il gastaldo lo aggiorna sulla guerra che continua, la carestia di generi alimentari, e l’arrivo dell’esercito piemontese. Buona lettura!

Trascrizione

Un po’ alla volta il paese si ripopola e riprendono le attività solite, ma la guerra è sempre portatrice di carestia dei generi di prima necessità. La gente bussa alla porta del gastaldo alla villa.

Lettera di Michelangelo Turazzini (castaldo) al conte Giacomo Mosconi (in Verona).

Nobilissimo Signore Sandra’ 22 aprile 1848 ore pom. 3

In questo momento Bondioli mi ha consegnata la gentilissima di lei in data di ieri con un sacchetto di semente la quale disporrò subito essendo questa più indietro della nostra, da quest’ultima conto che avremo i bachi pressappoco alla Domenica in Albis. Tutti i lavorenti si sono ripatriati sino da jeri e gran parte anche del paese . Dei nostri mancano Molinari, Hector Polonio e Baldassar ai quali feci sapere oltrepassando la metà della ventura settimana senza essersi restituiti in pace non faranno con noi altra soceda,di più le si farà del Padrone. I Minotti hanno bisogno di polenta, i Molesini di un sacco come devo contenermi, generi requisizioni 229 pesi legna secca, due sacchi sorgo, mezzo brento vino. Per soccorrere tanti bisognosi che ogni momento si affacciano avrò consumato un sacco di sorgo. Nel tempo che alloggiavano i militari ho venduto 8 brenti e mezzo vino scadente in ragione di due talleri al brento e due brenti senza pagamento. Ieri sera è ritornato l’arciprete, Curato e la Teresina ai quali ieri un presente di due mazzi asparasi. Due volte li ho mandati ai Palazzieri come hanno dei brucoli. La Margherita va tutt’ora tormentando. Mando quattro mazzi asparasi, le due bottiglie olio richiestomi e me ne rallegro nel sentirvi tutti sani così pure di noi. Riverisco a nome di tutti, un bacio a Guelmo (Guglielmo figlio di Giacomo) e lei mi creda per suo umilissimo servo M.Turazzini

P.S. I lavorenti nel finile non hanno sofferto

1 brento di vino = litri 68,68 1 peso = 0,83 Kg

Archivio Mosconi – Negri N°1781

Scansioni originali

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