Viaggio a Firenze, 1830 – 16

Firenze, 15 settembre 1830 (mercoledì) terza parte

Ora vengo fresco da San Lorenzo, capolavoro di Brunelleschi, di cui mi sono innamorato per la elegante e soda architettura, di cui fu maestro. 

Ivi è degna di osservazione una cappella, che contiene due sarcofaghi dei Medici di Buonarroti, ma più di tutto mi stupì il prezioso edificio dove sono i monumenti dei Principi. 

La ricchezza e vaghezza dei marmi è a quanto si dice unica! Quante specie di diaspri, di graniti, quanti lapislazzuli e violetto e che bei marmi greci! 

Anche uno zotico si deve sentire colto da meraviglia all’ammasso di tante ricchezze. 

Ho pure data un’occhiata a Santa Maria Novella e ho poi rivisitata la Chiesa delle Grazie, il Duomo e San Giovanni. 

Io avrei di che parlarvi di Andrea del Sarto o di Giotto, di Brunelleschi, di Buonarroti, del Ghirlandaio e che so io: hanno tutti versato i tesori delle belle arti, ma è ormai tempo che mi sfoghi sulla Grande Galleria.

«La pubblica Galleria è divisa in 3 corridori e 28 stanze contenenti 2.367 quadri, 1.155 Marmi, 3.054 Bronzi, 4.000 pietre incise, 1.685 terraglie, 445 Monumenti etruschi, 27.812 disegni originali, un ricco gabinetto di gemme e un numeroso medagliere» (Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze)

Ora chiamo in soccorso il mio Paolo Brenzonia far contorcimenti, atti di meraviglia e a esclamare strane parole: non saranno mai sufficienti!

Qui coloro che parlano di pittura e di scultura; qua gli scultori che pretendono di correggere Canova e qua i meschini che si tengono in gran conto. 

In mezzo a tante bellezze io mi perderei, se vi volessi fare un minuto racconto delle sensazioni, provate alla vista dei più sorprendenti parti dell’ingegno umano, per cui mi accontenterò di esprimervi il sentimento in me ispirato dalla contemplazione di quei capolavori che sono noti anche ai più ignoranti di belle arti. 

Se non ho speso un’ora innanzi la Fornarina, non ne ho impiegato meno di certo. 

Una Madonna con un bambino e San Giovanni2 stanno accanto a quel quadro e mostrano il secondo stile di Raffaello, altri quattro poi, uno più bello dell’altro, vengono in seguito e, fra questi, il ritratto di Papa Giulio II della Rovere è magnifico. 

La voce degli scrittori stranieri

«A Firenze, sono stato un solo giorno… Comunque sono andato alle due Gallerie, da cui si esce ubriachi di bellezza …» (Lord Byron, lettera a J. Murray, 26 aprile 1817)

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  • Note
  • 1- Paolo Brenzoni (1802-1869), membro dell’Accademia di Pittura e Scultura di Verona. Ha 28 anni.
  • 2- La Madonna del Cardellino
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