Viaggio a Firenze, 1830 – 19

Firenze, 20 settembre 1830 (lunedì ) seconda parte

Dopo questa descrizione del giardino Torrigiani ritorniamo al Palazzo Pitti. 

13 Raffaelli e null’altro! La bella Madonna della Seggiola! 

Per l’amore del cielo, se c’è Paolo Brenzoni, fate che Teresina tenga pronto l’aceto Inglese!1

Tutte le stampe, che ho vedute di questo quadro, non mi avevano dato un’idea immaginabile dell’effetto che mi produsse quel quadro. Quella testina inclinata sul capo del Bambino Gesù, quello sguardo innocente, come quello di una semplice donzella, e pieno di divinità, qual si conviene alla Madre di Dio, fa che quella Madonna sia opera più di un angelo che di un uomo.

Un’altra Madonna di un carattere affatto differente ha ora intorno due o tre giovani pittori oltramontani2, che se la divorano cogli occhi per ritrarla coi loro pennelli. 

Di Raffaello vi sono pure dei ritratti e fra questi il più bello è quello di Leone X. Quando si è parlato di Raffaello, di chi altri si può tenere discorso? Non c’è modo, quando io ho veduto un punto di perfezione non ho più l’amore di parlare degli altri. 

Il Granduca, in poche parole, si è formata una galleria delle più belle che esistano e, a comune consenso dei dotti in pittura, si ritiene che una collezione più ricca dei primi maestri dell’arte sarebbe difficile trovarla. 

Ora conviene che vi parli di due stanze dipinte a fresco l’una da Luigi Sabatelli3, l’altra da Pietro Benvenuti. Invero sarebbe assai difficile decidersi a chi meglio si convenisse la palma della eccellenza. 

Si vede che il Granduca li volle mettere ambedue alla prova; per sfortuna, Francesco Sabatelli4, non sopravvisse a veder decisa la prova. Luigi Sabatelli scelse a soggetto tutto l’Olimpo e con questo vasto argomento coprì tutta la volta di una ben ampia sala5

Sala dell’Iliade: Concilio degli dei

Luigi Sabatelli (1772-1850)

Del disegno, nonché del colorito, di Luigi Sabatelli è inutile il parlare, perché era fin troppo celebrato per queste doti, ma, in questa sua opera merita grande lode la composizione. Un soggetto, così comune e tante volte adoperato da coloro che dipinsero soffitti, poteva esser difficilmente trattato meglio. Da questo dipinto spira un’anima, una vivacità, un’armonia che desta l’ammirazione comune.

Pietro Benvenuti dipinse le quattro pareti di un’altra stanza e vi espresse le fatiche di Ercole. Voi sapete che pittore è Benvenuti e come è famoso nel disegno del nudo, potrete argomentare come abbia atteggiato il colossale suo Ercole.

Sala di Ercole

Insomma, io non sono un pittore e non posso parlare, ma ho sentiti molti competenti dubitare assai nel decidere a chi converrebbe la palma. 

Vedete che cosa vuol dire dare incremento alle belle arti: qui in Firenze non vi fu mai mancanza di celebri pittori. Si potrebbe dire così a Verona ed a Venezia? O per meglio dire, trovatemene uno in queste due città. 

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  • Note
  • 1- aceto inglese: aceto aromatizzato usato per gli svenimenti.
  • 2- oltramontani: stranieri
  • 3- Luigi Sabatelli (1772-1850) ebbe numerosi figli, diversi divennero pittori e collaborarono con lui.
  • 4- Il figlio Francesco Sabatelli morì nel 1829; aveva affrescata la lunetta di “Ettore che mette in fuga i Greci”.
  • 5- la Sala dell’Iliade

Bibliografia

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