Viaggio a Firenze, 1830 – 7

Qual è la malia, l’incantamento specifico di Firenze? Per chi, come me, ha avuto un destino libresco, Firenze è il luogo, il solo in Italia, in cui la letteratura italiana è indigena, è del luogo, come Palazzo Vecchio. A Firenze cammino immerso nella letteratura italiana, ed è una letteratura domestica, quotidiana

Giorgio Manganelli, La favola pitagorica

Firenze, 7 settembre 1830 (martedì) prima parte

Li ho pur passati questi benedetti Appennini ed eccomi a Firenze.(60 km)

Mi accorgo che mi piacerà moltissimo e a quest’ora vorrei pur dirvi un centinaio di cose, ma come parlarvi di questa bellissima città, se non vi sono che da poche ore?

Stamattina partii da Pietramala e varcammo il resto degli Appennini. 

Il cielo era molto burrascoso e spirava un vento forte con qualche goccia d’acqua. 

Giunti al famoso varco della Futa, celebre per il pericolo del vento, il vetturale ebbe portato il suo cappello nel fondo di un vallone, per cui dovemmo attendere una buona mezzora.

Io me ne stava ben rinchiuso in carrozza ed ebbi agio, intanto, di posare lo sguardo nel bell’orrore1 di quei luoghi. Che scena curiosa! Conviene averla veduta per farsene un’idea. 

Mi immagino, che voi ora sarete in qualche pena, ma io ve la toglierò, dicendovi che, in quella vetta, ora furono costruite muraglie di tale grossezza e rinforzate da così larghi terrapieni, che non vi è più pericolo di esser travolti da quel furioso Aquilone.

Dopo una breve pesata2 a Tagliaferro, calammo alla volta di Firenze e io, per godermi la bella vista, montai in cabriolet. 

Quando vidi le alture di Fiesole, mi si allargò il cuore e restai poi di sasso come, a un tratto, mi si dispiegò innanzi la vista di Firenze.

Quante belle reminiscenze di gente famosa nelle lettere e nell’arti! Che suolo favorito dalla natura e dal Cielo! I bei casinetti, le ville, la acconciatura delle villane, il loro linguaggio, tutto incanta. 

Sono disceso all’albergo del Pellicano3, che, se non è il primo, non è certo il secondo albergo di Firenze! 

Mi si mostrò una bella stanza al secondo piano situata sulla via dei Legnaiuoli4 (una delle più belle e ampie) e mi si domandò il prezzo di 3 franchi5 al giorno. 

Conobbi che mi si volevano far pagare il tappeto ed il [?] per cui io stavo per andarmene, non volendo pagare un tale prezzo, allorché potei concludere di pagare 3 soli paoli al giorno (1,68 franchi), così mi misi d’accordo e sono soddisfatto da ogni punto di vista. 

Il viaggio e le monete

Partendo da Pietramala, dopo 5 km si raggiungeva Covigliaio, (quinta posta), con altre 4 si arrivava a Firenze, con soste a Montecarelli, Cafaggiolo e Fontebuona.

«Il passo della Futa era temuto in alcuni tempi dell’anno per la violenza dei venti che soffiavano al passaggio di quella nuda cresta di Appennino… per ordine del duca Leopoldo II è stata munita di due grossi muraglioni di pietra lavorata che, a guisa di bastioni, difendono a destra e a sinistra le vetture de’ passeggeri» (Repetti, Dizionario corografico-universale della Toscana)

Le monete del Granducato di Toscano erano molte: Giacomo Mosconi nomina il francescone (5,61 franchi), il paolo toscano (0,56 franchi). Il paolo toscano si divideva in 8 crazie. (7 centesimi di franco)

La voce degli scrittori stranieri

Stendhal descrive il suo arrivo a Firenze in “Roma, Napoli e Firenze”:

L’altro ieri, scendendo dagli Appennini per arrivare a Firenze il mio cuore batteva forte...

Infine a una svolta della strada, ho scoperta la massa scura di Santa Maria del Fiore e la sua famosa cupola, capolavoro di Brunelleschi.

«Ecco dove hanno vissuto Dante, Michelangelo, Leonardo da Vinci -mi dicevo- ecco questa nobile città, la regina del Medioevo! È stato dentro queste mura che è risorta la civiltà!».

E poi i ricordi si affollavano e mi era impossibile ragionare

Avvicinandomi alla porta San Gallo e al suo brutto arco di Trionfo, avrei abbracciato volentieri il primo abitante di Firenze, che avessi incontrato!

Porta San Gallo

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  • Note
  • 1- spettacolo naturale che suscita ammirazione e timore. Il termine “orrore” nel senso di meraviglia, stupore, è caduto in disuso nell’italiano odierno.
  • 2- la pesa pubblica serviva a misurare veicoli o altri oggetti di grandi dimensioni e serviva per determinare il dazio.
  • 3- palazzo Minerbetti divenne l’albergo del Pellicano, poi Hotel d’Europe. Oggi Hotel Tornabuoni Beacci, albergo di lusso della catena Hyatt. (F. Fantozzi, Nuova guida ovvero … di Firenze, p. 574)
  • 4- via larga dei Legnaioli ora via Tornabuoni.
  • 5- Il prezzo iniziale era il doppio di quello di Bologna. Stendhal, nella Piccola guida per il viaggio in Italia (1828), consiglia un albergo la cui camera costa 30 crazie (2 franchi).

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